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Sono ben noti agli speleologi i nostri monti: sia il massiccio calcareo delle Grigne che quello dei Campelli presentano interessanti fenomeni carsici che hanno originato cavità profonde e tortuose, regno appunto degli speleologi ed accessibili solo con una adeguata attrezzatura.
Le nostre montagne si sono infatti formate per il sollevamento del fondo dell'antico mare che copriva tutto il Nord Italia e sono perciò ricchissime di fossili.
Le glaciazioni che hanno successivamente interessato le nostre valli hanno lasciato la loro firma nella forma a U che riconosciamo nella sezione della valle principale e di quelle laterali, così come nei laghetti in quota originati da conche glaciali.
Le acque di scioglimento hanno formato i conoidi di origine alluvionale su cui sorgono i paesi rivieraschi e hanno contemporaneamente dato origini a cascate (la più famosa è quella della Troggia a Introbio) e a orridi (celebre quello di Bellano).
Fenomeno geologico curiosissimo è l'intermittente Fiumelatte, lo spumeggiante corso d'acqua dell'omonima frazione di Varenna. Siamo comunque su un terreno davvero misto, dove si possono incontrare gneiss e calcari, dolomie, serpentini e calcescisti. E ogni pietra ha la sua data di nascita, il suo motivo d'essere, il suo significato, la sua storia da raccontare.