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Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val D'Esino, Riviera

I GEOSITI DELLA GRIGNA


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Viaggio alla scoperta di Moncodeno, Pialeral, Fiumelatte

Il Gruppo delle Grigne di cui la Grigna Settentrionale, o Grignone, fa parte è un vero e proprio libro aperto. La storia che si riesce a leggere è quella di mondi sommersi da mari tropicali. Le rocce formate in questo ambiente, una volta esposte in superficie agli eventi atmosferici, hanno subito processi carsici. L’azione inesorabile dell’acqua ha così permesso la formazione di abissi, grotte e fiumi sotterranei.

La geologia
Le Grigne sono costituite da tre scaglie di rocce accavallate l’una sull’altra: la Scaglia Grignone che si sovrappone, in corrispondenza del Buco di Grigna, alla Scaglia Grignetta la quale al Piano dei Resinelli si sovrappone alla Scaglia Coltignone. Nel sottosuolo di Lecco, l’ultima scaglia ne sormonta una quarta. Ogni scaglia è formata essenzialmente da Calcare di Esino, una roccia biocostruita di colore grigio che rappresenta una scogliera evolutasi durante il Ladinico (Trias). Eteropiche, cioè coeve, a questo calcare si osservano formazioni deposte in mare aperto (Formazione di Wengen e Calcare di Buchenstein) e il Calcare di Perledo - Varenna, più o meno marnoso di colore nero, deposto in bracci di mare isolati e con scarsi scambi col mare aperto (da ciò deriva la ricchezza di sostanza organica e il colore nero). Al di sotto di queste formazioni ladiniche se ne osservano altre, tra le quali citiamo il Calcare di Prezzo, il Calcare di Angolo e il Servino. Da questa struttura, in realtà più complicata di quanto detto, dipende sia il paesaggio della Grigna in tutti i suoi aspetti sia la circolazione delle acque sotterranee.
Per esempio, le valli, tra le quali alcune ben profonde, come la Valle dei Mulini, la Val Meria o la Valle dei Grassi Lunghi, e le pareti in roccia, come quelle degli Scudi e quelle del Coltignone, devono la loro presenza a questa struttura; anzi, si sono formate proprio a causa dei movimenti della crosta terrestre che hanno dato luogo alle Grigne. Tutto il territorio presenta tracce di una evoluzione lunga e complicata, come le antiche frane cementate che costituiscono ora la sommità di alcune cime, oppure i resti di conglomerati fluviali distribuiti a quote molto diverse.
 

 

1 MONCODENO

Il carsismo è molto diffuso in Grigna, ma raggiunge la sua massima espressione in Moncodeno dove la densità di doline e grotte (quasi 500 in un’area di meno di 2 km2) è tra le più alte d’Italia. L’ambiente è quello tipico delle zone carsiche di alta montagna, con roccia nuda, doline, corridoi, dossi e superfici piatte in roccia. Una vera meraviglia, da scoprire passo dopo passo.
Nelle Grigne il carsismo raggiunge la sua massima espressione in Moncodeno, dove la densità di doline e di grotte è tra le più alte d’Italia. È in questa area, e nell’adiacente Releccio, che sono state sinora trovate le grotte più profonde del massiccio. Il Moncodeno è un ampio anfiteatro di forma grossomodo rettangolare che occupa il versante Nord del Grignone. L’aspetto è quello tipico delle zone carsiche di alta montagna, con roccia nuda, doline, dossi e superfici piatte in roccia. Solo la parte bassa del Moncodeno assume un aspetto differente a causa della copertura di suolo e della presenza del bosco di larici. Durante le glaciazioni il Moncodeno costituiva la zona di accumulo di un ghiacciaio locale la cui presenza ha interagito con il carsismo nel generare il paesaggio che attualmente osserviamo. Molte doline sono doline di crollo con il fondo ingombro di detriti e grossi blocchi che derivano dal crollo stesso della dolina. La maggior parte delle doline sono però doline costituite da sale sotterranee o basi di pozzi decapitati dalla esarazione glaciale, con il fondo privo di grossi massi. Tra doline contigue, o al bordo di doline isolate, sono spesso presenti archi in roccia, a testimoniare la presenza di un vuoto ipogeo precedente il crollo.


Moncodeno - scheda

Località
Versante Nord del Grignone.
Quota
Cainallo 1.296 metri s.l.m., Alpe di Moncodeno 1.680 metri s.l.m., Rifugio Bogani 1.816 metri s.l.m., Vetta 2.410 metri s.l.m.
Come raggiungere la partenza
Dopo Lecco lasciare la S.S. 36, percorre la provinciale che costeggia il lago fino a Varenna. Qui deviare a destra per Esino Lario, e successivamente per il Cainallo (per altra via seguire la provinciale che attraversa la Valsassina seguendo indicazioni per Esino). Superato l'albergo - rifugio percorrere la strada fino al piazzale al termine, della strada asfaltata (1476 m).
Itinerario
A piedi, seguire il sentiero n° 25 fino all'Alpe di Moncodeno, Rifugio Bogani e la Vetta. Numerosi itinerari sono descritti in: Bini A., Pellegrini A., Zuccoli L. (2003) Itinerari naturalistici in Moncodeno, Ed. C.M. Valsassina
Tempo di percorrenza
1h e 45 min fino al Rifugio Bogani

Informazioni
Per informazioni contattare il Parco Regionale della Grigna Settentrionale.
www.parcogrigna.it

 

2 PIALERAL

Il Gruppo delle Grigne costituisce una delle aree più complicate geologicamente di tutte le Alpi Calcaree Meridionali ed è quindi un’ottima palestra per tutti i geologi. Da qualunque lato lo si guardi, è ben visibile la ripetizione dei calcari massicci della Formazione di Esino nelle tre falde di scorrimento: S. Martino/Monte Coltignone, Grignetta e Grignone, come è ormai chiaro da molti decenni.
La successione stratigrafica che è possibile osservare dal Pialeral verso gli Scudi è unica in tutto il gruppo delle Grigne: si tratta di unità rocciose che si deposero in ambienti più o meno profondi contrariamente a quanto avvenne per la Formazione di Esino che rappresenta ambienti di acque basse. Così, mentre i calcari massicci dell’Esino formano le guglie e le pareti famose presso gli alpinisti, le unità bacinali, più erodibili e ricche di minerali insolubili, danno pendii più dolci ricoperti dalla vegetazione. In alcuni casi poi possiamo osservare livelli ricchi di fossili, come il Banco a Brachiopodi al tetto della Formazione di Angolo e il livello a pesci nella Formazione di Buchenstein. Quest’ultimo livello fossilifero, oggetto di scavi sistematici negli ultimi anni da parte di Università degli Studi di Milano, ha fornito un elevato numero di pesci, alcuni dei quali di oltre un metro di lunghezza.

Pialeral - scheda

Località
Pialeral - Scudi di Grigna, Pasturo (LC).
Quota
1.400 - 1.800 metri s.l.m..
Come raggiungere la partenza
Da Lecco seguire le indicazioni Valsassina, fino a Pasturo. Per sentiero/mulattiera, dal centro di Pasturo o dai Piani di Balisio.
Itinerario
Dal laghetto dell’Alpe Cova (Agriturismo Aliber) si risale al sito dal Rifugio Antonietta al Pialeral, poi si taglia verso sinistra, alla Baita Amalia e quindi lungo il sentiero verso gli Scudi fino alla nicchia di distacco. Si risale il dosso fino all’arrivo del vecchio skilift.
Tempo di percorrenza
Per raggiungere il Pialeral occorre circa 1 h e 30 min di cammino (6 - 700 m di dislivello); il percorso geologico richiede circa 3 h in tutta tranquillità.

Informazioni
Per informazioni contattare il Parco Regionale della Grigna Settentrionale.
www.parcogrigna.it

 

 

3 FIUMELATTE

La Grotta di Fiumelatte è una grossa sorgente carsica temporanea, attiva quasi regolarmente da fine marzo a novembre. Dalla cavità sgorga un grosso torrente che scende verso il lago molto rapidamente, spumeggiando. Le sue acque provengono principalmente dal Moncodeno.
La Grotta di Fiumelatte è una grossa sorgente carsica temporanea attiva quasi regolarmente da fine marzo a novembre. Quando è attiva, dalla grotta esce un grosso torrente che scende molto ripido e coperto di spuma al lago: il fiume di latte, ovvero il Fiumelatte. Molti scienziati si sono interessati al Fiumelatte tra cui: Leonardo da Vinci, Paolo Giovio, Lazzaro Spallanzani, e Antonio Stoppani. La Grotta si apre nel Calcare di Perledo - Varenna e nelle sue facies di transizione al Calcare di Esino (Ladinico). Tutte le gallerie sono orientate secondo una serie di famiglie di frattura e sono influenzate dalla stratificazione, molto sottile del Calcare di Perledo - Varenna; per tali motivi le gallerie descrivono vari anelli e sono in parte sovrapposte tra loro. La grotta presenta tre ingressi e le acque di Fiumelatte fuoriescono dall’ingresso inferiore. L’origine delle acque del Fiumelatte ha interessato gli studiosi sin dagli albori della scienza stessa; una parte degli studiosi ritenevano che le acque provenissero dal Moncodeno, altri che derivassero da perdite del Torrente Esino. In realtà è stato recentemente dimostrato che avevano ragione entrambi: la massa principale delle acque proviene dal Moncodeno, ma una parte delle acque proviene anche dal Torrente Esino.


Fiumelatte - scheda

Località
Fiumelatte, frazione di Varenna (LC).
Quota
325 metri s.l.m..
Come raggiungere la partenza
Dopo Lecco, lasciare la S.S. 36, percorre la provinciale che costeggia il lago fino a Fiumelatte o Varenna.
Itinerario
Lungo il percorso sono molti gli scorci sul torrente, dove durante le piene è possibile ammirare gli spettacolari giochi di luce prodotti con la complicità degli spray di acqua. Un ponticello permette di soffermarsi per essere, per un attimo, avvolti dal Fiumelatte.
Tempo di percorrenza
Per raggiungere l’ingresso della grotta occorrono dai 10 ai 20 min; la visita richiede circa 1 h. - 10 - 20 min to the cave entrance.

Informazioni
Per informazioni contattare il Parco Regionale della Grigna Settentrionale.
www.parcogrigna.it

 

 



Data ultimo aggiornamento: 06-06-2017

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